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DIRITTO DI RITENZIONE ADDIO


 - SFRATTATI A  SAVONA

Il diritto di ritenzione
 
il giudice,
sciogliendo la riserva;
esaminati gli atti; rilevato: . -   che, per espressa disposizione dell'art. 1152 c.c., il diritto di ritenere la cosa finché non gli siano corrisposte le indennità per i miglioramenti previsti dall'art. 1150 c.c., spetta al possessore, a condizione che sussista la sua buona fede. Parte opponente risulta possessore di buona fede ed. titolato, in quanto la sua giustificazione trova origine nel testamento olografo redatto dalla signora ………… e solo in seguito dichiarato inefficace (con sentenza di appello in riforma di sentenza del Tribunale di primo grado).
 
deve ritenersi, insomma, che la fattispecie cui si ricollega il diritto di ritenzione non sorge soltanto dopo e per effetto della sentenza, ma sussiste indipendentemente da questa: la sentenza si limita ad accertarla,., adottando poi, a favore del rivendicante, il provvedimento di condanna al rilascio, e, a favore del possessore in buona fede, il riconoscimento sia del diritto di credito che di quello di ritenzione. Ne consegue che la domanda di riconoscimento del diritto di ritenzione non è una semplice facoltà da far valere in giudizio per mero tuziorismo difensivo, ma un preciso onere, che, se non assolto tempestivamente, da luogo ad una preclusione,  allo stesso modo in cui da luogo ad una preclusione, nel giudizio in corso, la mancata proposizione della domanda per il pagamento delle indennità: il diritto di ritenzione garantisce infatti la pretesa creditoria per il pagamento delle indennità, e ad essa, come tale, è intimamente connesso, per cui, allo stesso modo di questa, deve essere fatto valere in via riconvenzionale nel corso del giudizio di primo grado, soggiacendo alla stessa regola stabilita per la pretesa creditoria di cui garantisce l'esecuzione. (Cass 13.7.1993 n 7692). Non risulta dalle comparse di costituzione prodotte (sia del giudizio nanti il Tribunale di primo grado sia del giudizio nanti la Corte d'Appello ) che tale domanda sia stata svolta. Conseguentemente deve essere rigettata l'istanza di sospensione del titolo esecutivo.
 
IL PERCHE’ LA MIA FAMIGLIA E STATA BUTTATA FUORI DI CASA
 
In parole più semplici, ho capito che l’avvocato quando ha risposto alla citazione nel 1998 dei nipoti non ha chiesto nei modi giusti questo diritto, se la causa fosse andata male, pur sapendo che ingenti somme di denaro erano state spese nella ristrutturazione e conservazione dell’immobile. Non so perché non l’abbia fatto,  ma io voglio porre l’attenzione di ognuno di Voi su questo punto, affinché nessuna persona che si trovi ad ereditare un’immobile se si trova davanti a una causa, sappia che deve chiedere all’avvocato di applicare la richiesta di tale principio perchè nonostante tutta la buona fede come è stata riconosciuta nel mio caso non si trovi in braghe di tela e con una vita rovinata e un ingiustizia che non si può mettere facilmente su un ripiano.
 
 
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