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I DUE BALCONCINI DIVERSI


 - SFRATTATI A  SAVONA

NEL 1995 UN CONDOMINO CHIESE IN ASSEMBLEA AL CONDOMINIO   L’AUTORIZZAZIONE PER
COSTRUIRE DEI TERRAZZINI LATO CORTILE PER POTERE AVERE LA POSSIBILITA DI STENDERE CON PIU’ COMODITA’ E DI AVERE UNO SBOCCO NON ESISTENTE IN NESSUN APPARTAMENTO DI TALE CONDOMINIO.
L’ASSEMBLEA CONCESSE ALL’UNANIMITA’, LA POSSIBILITA’ DI COSTRUZIONE DEI TERRAZZINI A
CIASCUN CONDOMINO , MA SOLO MIA MADRE CON UN ALTRO CONDOMINO DIEDERO INCARICO
AD UN ARCHITETTO PER LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO IN COMUNE DI SAVONA,
CHE VENNE AUTORIZZATO. LE DUE COSTRUZIONI VENNERO PORTATE A TERMINE ALLA FINE DEL 1995.
NEL 1996 SIA MIA MADRE SIA L’ALTRO PROPRIETARIO VENNERO CITATI IN TRIBUNALE DAL CONDOMINIO A FIANCO   CON L’ACCUSA DI AVERE COSTRUITO I TERRAZZINI SUL CORTILE APPARTENENTE ESCLUSIVAMENTE AL LORO CONDOMINIO E NON AVERE RISPETTATO LE DISTANZE LEGALI. NEL 2002 IL TRIBUNALE DI SAVONA CONDANNO’ MIA MADRE E L’ALTRO PROPRIETARIO ALLA RIDUZIONE DEI BALCONI REALIZZATI FINO AL RAGGIUNGIMENTO DELLA DISTANZA DI METRI 1,50 DALLA LINEA ESTREMA DEI BALCONI , NELLA SENTENZA RICONOBBE CHE LA PROPRIETA’ DEL CORTILE ERA COMUNE AI DUE CONDOMINI.
INTANTO CONTINUO’ UNA SERIE DI LETTERE  PER CERCARE DI RISOLVERE IL PROBLEMA DEI TERRAZZINI, FINALMENTE SEMBRO’ CHE L’ACCORDO FOSSE RAGGIUNTO DOPO IL VERSAMENTO DI UN COMPENSO IN DENARO. L’ALTRO PROPRIETARIO VENNE AUTORIZZATO DAI SUOI VICINI A TENERE IL TERRAZZINO;MIA MADRE OFFRI’ LA STESSA CIFRA MA I SUOI VICINI VOLEVANO OLTRE AI SOLDI ANCHE   ESSERE AUTORIZZATI AD ALLUNGARE IL LORO POGGIOLO CHE VENISSE ANCORATO A QUELLO COSTRUITO DA MIA MADRE.
NELL’AGOSTO DEL 2006 MIA MADRE SCRISSE LA SUA ULTIMA LETTERA AI VICINI, NELLA QUALE DICHIARO’ DI ESSERE UNA PERSONA DI 86 ANNI CHE ORMAI VERSAVA IN CONDIZIONI DI SALUTE PRECARIE E CHE NON AVEVA MAI AVUTO ALCUNA INTENZIONE DI EDIFICARE ALCUN BALCONE ABUSIVO, ESSENDOSI RIVOLTA A UN ARCHITETTO E AVENDO RICHIESTO ED OTTENUTO L’AUTORIZZAZIONE DAL COMUNE. PRECISO’ CHE LEI NON AVEVA NULLA CONTRO L’ALLUNGAMENTO DEI POGGIOLI DEI VICINI, MA LEI NON POTEVA INTERCEDERE PRESSO IL SUO CONDOMNIO A NOME LORO PERCHE’ POTESSERO VENIRE AUTORIZZATI. CHIESE NUOVAMENTE UN ACCORDO PARITARIO PER UGUAGLIANZA DI TRATTAMENTO DEI DUE TERRAZZINI OGGETTO DELLA MEDESIMA SENTENZA.
NEL NOVEMBRE 2006  MIA MADRE SI E’ SPENTA NELL’OSPEDALE SAN PAOLO CON LO STOMACO PERFORATO, DOPO AVER PASSATO GLI ULTIMI ANNI DELLA SUA VITA A CERCARE DEI RIMEDI PER COLPE DA LEI MAI COMMESSE.
LO STESSO GIORNO L’UFFICIALE GIUDIZIARIO PORTO’ L’AVVISO PER L’INIZIO DEL PROCEDIMENTO  DI ESECUZIONE FORZATA DI ACCORCIAMENTO DEL POGGIOLO.
NEL DICEMBRE 2007 HO CHIESTO AL GIUDICE LA DEMOLIZIONE TOTALE DELLO STESSO PER TOGLIERMI OGNI RESPONSABILITA’ NON SAPENDO IN CASO DI RIDUZIONE DI TALE MANUFATTO DI CHI SAREBBE STATA LA RESPONSABILITA’ DI EVENTUALI DANNI ARRECATI ANCHE NEI PROSSIMI ANNI DA UN POGGIOLO CHE SECONDO IL MIO MISERO PUNTO DI VISTA UNA VOLTA TAGLIATO NON AVREBBE PIU’ STABILITA’ NON AVENDO PIU’ POSSIBILITA DI ANCORAGGIO SOLIDO.
TENGO A PRECISARE CHE NE MIA MADRE NE IO ABBIAMO POTUTO DARE ESECUZIONE ALLA SENTENZA PERCHE’ NON SONO MAI STATE CONSEGNATE LE CHIAVI, DEL CORTILE RICONOSCIUTO DAL TRIBUNALE COMUNE AI DUE CONDOMINI, NE A NOI NE ALL’AMMINISTRATORE CHE LE AVEVA CHIESTE E NON SIAMO MAI STATI AUTORIZZATI PER IL PASSAGGIO DEI PONTI PIU’ VOLTE RICHIESTO NELLE LETTERE AI VICINI DEL CONDOMINIO A FIANCO E ALLA AMMINISTRATRICE DEL CONDOMINIO.
 IL 1/2/2008 HO VISTO PER L’ULTIMA VOLTA LA CASA, SPERO IN CUOR MIO NON PER SEMPRE, PERCHE’ INDIPENDENTEMENTE DAL POGGIOLO, SPERO CHE IL SIGNORE PERMETTA A MIO FIGLIO DI RIENTRARE UN GIORNO IN QUELLA
CASA CHE IO E LA SUA NONNA AVEVAMO CREATO PER LUI, ORA PER IL POGGIOLO IO NON HO PIU’ ALCUN POTERE, MA HO VOLUTO RACCONTARE ANCHE QUESTA REALTA’ ANCHE SE DI SECONDARIA IMPORTANZA, PERCHE’
NON RIESCO A CAPACITARMI CHE QUANDO CHIEDI TUTTE LE AUTORIZZAZIONI NECESSARIE AL COMUNE E FAI FARE IL PROGETTO AD UN ARCHITETTO, CHE SECONDO IL MIO MODESTO PARERE E’ LUI CHE DEVE SAPERE  DELLE DISTANZE LEGALI, MA LA COSA PIU’ ASSURDA CHE PROPRIO NON RIESCO A TOLLERARE COME AVEVA DETTO MIA MADRE E CHE DUE POGGIOLI IDENTICI SOTTOPOSTI AD UN MEDESIMO PROCESSO POSSONO VENIRE TRATTATI IN MANIERA DIVERSA, UNO HA IL DIRITTO DI STARE SU CON UNA CIFRA, L’ALTRO CON LA STESSA CIFRA NO, PERCHE'  I VICINI CONFINANTI DEL CONDOMINIO A FIANCO  NON LA PENSANO COME I DUE VICINI DI SOTTO SEMPRE DEL CONDOMINIO A FIANCO E’QUELLO CHE MI E’ CAPITATO E LA LEGGE LO PERMETTE, LA DISPARITA’ DI TRATTAMENTO SU DUE OGGETTI IDENTICI DI UNA MEDESIMA SENTENZA.
IL  15/7/2008 SI E' TENUTA UN'ALTRA UDIENZA PRESSO IL TRIBUNALE DI SAVONA, NELLA QUALE IL GIUDICE E LA CONTROPARTE, HANNO DECISO DI NON RICHIEDERMI PIU'  NULLA PER TALE MANUFATTO, IO RINGRAZIO DI TUTTO CIO' MOLTO SENTITAMENTE, FINALMENTE UNA PARTE DEL MIO CUORE PUO' DARSI UNA LEGGERA PACE E MIA MADRE DALL'ALDILA POTRA' TROVARE UN LEGGERO RESPIRO, PERCHE' FORSE ANCHE MIO FIGLIO   NON SARA' CHIAMATO ALMENO PER QUESTA COSTRUZIONE COME EREDE. 
IO INVECE CONTINUO A ESSERE PERSEGUITATA PER UN EREDITA' CHE MIA MADRE HA LA  SOLA COLPA DI AVERE ACCETTATO, SPERO PRIMA CHE IO RAGGIUNGA MIA MADRE, QUESTA STORIA SIA FINITA  E POSSA   CHIUDERE GLI OCCHI SENZA PENSARE CHE POSSA ESSERE ANGUSTIATO ANCHE  MIO FIGLIO.
SPERO CHE QUESTA PICCOLA SOLUZIONE RAGGIUNTA    PER LO SFORZO MIO PERSONALE,  MI FACCIA TROVARE  PIU' AIUTO E DISPONIBILITA'  DA CHI E' INCARICATO DI AIUTARMI.

TENGO A PRECISARE  CHE QUELLO CHE HO SCRITTO SU QUESTA PAGINA NON E' ASSOLUTAMENTE RIVOLTO VERSO NESSUNA PERSONA  PARTICOLARE,  MA COME HO GIA' DETTO E SPERO DI ESSERMI FATTA CAPIRE; QUESTA PAGINA E'  FATTO SOLAMENTE PERCHE' TUTTI SAPPIANO CHE CIASCUNA PARTE CHE HA UN DIRITTO DI ESECUZIONE, HA LA POSSIBILITA' DI PENSARLA IN MODO DIVERSO INDIPENDENTEMENTE DA ACCORDI RAGGIUNTI CON LE ALTRE PARTI E PERCIO' DUE OGGETTI UGUALI DI CONTESA  IN TEORIA POSSONO ESSERE TRATTATI IN MODO DIFFERENTE.

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