I punti salienti da mettere nella dovuta evidenza, sono i seguenti: 1) nel 1989 morì la mia madrina di battesimo, la quale lasciò a mia madre con un testamento olografo, la casa oggetto della controversia; tengo in proposito a precisare che la mia madrina lasciò a mia madre anche altri beni, in virtù di un forte legame affettivo reciproco durato oltre 50 anni. Infatti mia madrina e suo marito, il mio padrino hanno aiutato mia madre, separata da mio padre, da quando io avevo soltanto 8 mesi d'età (sono nata nel 1962). Io ho sempre considerato mia madrina come una seconda mamma ed il mio padrino come il padre che in realtà non ho mai avuto, poiché il mio vero "padre" non si è mai interessato a me, se non per crearmi ulteriori problemi e dolori, fino a quando non è deceduto diversi anni fa. Mia madre dopo la morte di mia madrina fece tutte le pratiche per la pubblicazione del testamento presso un notaio. Dopo aver sostenuto ovviamente le spese relative alla successione, iniziò anche a farsi carico di tutte le altre spese necessarie per il mantenimento dell'immobile del quale era diventata proprietaria. Io chiesi al contempo a mia madre la possibilità di far divenire un giorno, quando sarà il momento, quell'appartamento come la residenza stabile della mia eventuale futura famiglia; mia madre, conoscendo le precarie condizioni in cui era ridotto e rendendosi conto che le spese di ristrutturazione sarebbero state ingenti non appariva molto in sintonia con la mia richiesta.
Tenete conto che mia madre si è trovata chiamata dal Comune di Savona perchè era intervenuta una squadra dei vigili del fuoco a causa del soffitto pericolante nell’appartamento affittato ad equo canone a una famiglia che vi risiedeva dal 1938.
Tuttavia dopo aver cominciato la richiesta per il rilascio dell’ appartamento da parte degli inquilini mia madre diede loro un compenso in denaro perché lo lasciassero libero; perciò mai nessuna esecuzione forzata è stata portata avanti da mia madre. Così, un poco alla volta, nel corso degli anni, in base alla nostra disponibilità economica, mi ha permesso di ristrutturarlo (purtroppo, come meglio spiegato in seguito) e mi ha permesso di partecipare alla realizzazione di un terrazzino lato cortile per poter stendere dato che l’appartamento non aveva alcun balcone anche lui poi oggetto di un'altra controversia.
Nel 1998, ben 9 anni dopo la pubblicazione del testamento, i nipoti di mia madrina hanno avviato le pratiche in Tribunale per l'impugnazione del testamento; tengo a precisare a tale proposito che i nipoti di mia madrina, alla sua morte hanno a loro volta ereditato numerosi immobili ed erano perfettamente a conoscenza dell'esistenza del testamento olografo a favore di mia madre e di tutti i sacrifici da Lei fatti nel corso degli anni. Ribadisco, ciò è successo dopo ben 9 anni, ossia si è aspettato che l'appartamento fosse completamente ristrutturato. Risale all'anno 2003 la prima sentenza del Tribunale di Savona, a seguito della quale viene affermata la validità del testamento olografo a favore di mia madre,la quale viene dunque riconosciuta e confermata come proprietaria.